Casella di testo: Gujarat  – anni diversi



Questo stato si trova nella zona occidentale dell’India, immediatamente a sud del Rajasthan, la capitale è Gandhinagar ma la città più importante è Ahmedabad.

Gli abitanti parlano Gujarati  e sono per la maggior parte Jain, religione fondata nel sesto secolo a.c. da Mahavira, contemporaneo di Buddha.

Uno dei concetti fondamentali di questa religione è la liberazione dalle miserie della vita ottenuta attraverso la purezza dell’anima, alla quale si arriva attraverso una rigida disciplina morale e pratica.
Sono rigorosamente non violenti e vegetariani, alcuni vanno addirittura in giro con una garza sulla bocca per evitare di ingoiare involontariamente degli insetti.

I monaci sono generalmente vestiti di bianco, alcuni sono invece “vestiti di cielo”, ossia nudi per sottolineare il loro rifiuto ad ogni possesso materiale, anche a quello di un pezzo di stoffa.

La rigida disciplina che impedisce loro di ammazzare o sfruttare animali, e addirittura di mangiare i tuberi e alcuni altri vegetali, ha spinto molti jain a dedicarsi ad attività commerciali, e questo ha fatto della loro comunità una delle più ricche dell’India.

Amano spendere molto nel mantenimento dei loro templi, che sono quasi sempre molto ricchi di decorazioni e sculture.


Il Gujarat è uno dei pochi stati rimasti “dry” in India, ossia stati nei quali è ancora vietato il consumo di alcolici.

L’isoletta di Diu e la zona di Daman, sulla costa all’estremo oriente, sono state portoghesi fino al 1961, quando l’India le occupò militarmente, insieme a Goa.
.

La zona è piuttosto avanzata dal punto di vista economico e industriale, e famosa per i suoi prodotti di artigianato.

Da ricordare che il Mahatma Gandhi è nato a Porbandar, una piccola cittadina sulla costa.





Alcuni luoghi interessanti da vedere sono :


Ahmedabad è una grande città molto inquinata con alcune interessanti moschee e mausolei del 1400.  Curiosi i “baoli”, pozzi con portici, scale e gallerie.
Da non perdere il museo dei tessuti “Calico”.
A poca distanza dalla città c’è un ashram che è stato il quartier generale di Gandhi e da dove è partita, nel 1930,  la “Marcia del Sale” contro il monopolio imposto dagli inglesi.


Palitana e la collina di Shatrunjaya.
Di questo luogo ci eravamo innamorati una delle prime volte che siamo stati in India, vedendo una fotografia all’aeroporto di Bombay.
E’ una collina letteralmente ricoperta da templi, ben 863, quasi tutti jain,  uno spettacolo !
I primi templi sono stati costruiti nell’undicesimo secolo, ma sono stati poi distrutti, e quelli esistenti oggi sono tutti posteriori al sedicesimo.
La salita, di 600 metri, si fa abbastanza agevolmente in un’ora e mezza (no scarpe, cinture e oggetti in cuoio o cibo) , ma i pellegrini più ricchi si fanno portare su un “dholi”, ossia una piccola portantina sostenuta da due persone. I meriti per l’aldilà vengono garantiti anche in questo caso.


Lothal è un centro archeologico importantissimo, anche se non c’è molto da vedere a parte il museo. Circa 4.500 anni fa era una cittadina con un porto su un fiume che la collegava al mare, ed viene messa in relazione con la civiltà dell’Indo di Harappa e Mohenjodaro.
Sono state riscontrate tracce di commerci con l’Egitto e con la Mesopotamia.


L’isola di Diu conserva l’atmosfera pigra e rilassata del suo passato portoghese, di cui restano un forte e alcune chiese.
A Diu, come pure a Daman, è ancora lecito il consumo di bevande alcoliche, e i pii gujarati non mancano di approffitarne.


A Somnath c’era un tempio indù antichissimo, costruito in oro ancora prima della creazione dell’universo, ricostruito poi in argento, quindi in legno e poi in pietra, per essere poi miseramente distrutto dagli invasori musulmani.
Il tempio attuale è recentissimo, ma non per questo meno considerato dai fedeli.
 

Junagadh, oltre ad essere la base di partenza per la salita al monte Girnar, offre un bel forte e il mausoleo di Mahabat Maqbara, abbastanza recente (terminato nel 1892) che rappresenta un bell’esempio di architettura indo-islamica.

Il monte Girnar si raggiunge con una arrampicata di 10.000 scalini che dura due ore e mezza, piuttosto pesante.
Anche qui esiste la possibilità di farsi portare su una portantina, non prima di essersi fatti pesare per poter concordare, di conseguenza, il prezzo .
Sul monte si trovano sia templi jain che indù, non numerosi come sulla collina di Shatrunjaya, ma sempre interessanti e più antichi, con belle decorazioni a mosaico sulle cupole.


Infine a Modhera, visitabile in giornata da Ahmedabad, si trova il bellissimo tempio di Surya (dio sole), con il suo fossato ornato da decine di nicchie.
Risale al 1026 e presenta alcune rassomiglianze con il più famoso tempio di Surya di Konarak, vicino a Puri, nell’Orissa.
 

Casella di testo:                                                                                                                

Vai a :  i Viaggi                                                                                                      Vai alle fotografie